Favole della Grande Guerra

Favole della Grande Guerra





"L'inferno era vero, era proprio quella tortura che abbiamo vissuto. Le esplosioni, il fango rancido e l'odore di zolfo bruciato: tutto combacia alla perfezione. Forse i profeti dei tempi antichi guardarono attraverso i secoli, e videro proprio il nostro conflitto, finendo col credere che sia opera del Satanasso."
Qual è la distanza che separa la storia e la memoria? In che modo il ricordo influenza i nostri pensieri? 

La prima guerra mondiale non è un semplice evento storico, ma è anche un mito tutt'ora capace di affascinarci. Nella memoria popolare il rigore della cronaca cede il passo ai tratti epici della leggenda: la liberazione delle nostre terre occupate dai barbari del nord non è più solamente un conflitto, ma trascende la storia fino a diventare un riflesso dello scontro metafisico fra il bene ed il male. 



La guerra viene così trasfigurata in un simbolo: la risposta ad una crudele domanda che in quegli anni si era fatta inevitabile. Il nemico diviene di conseguenza uno specchio che ci mostra il nostro volto segreto, quel lato oscuro del cuore che nascondiamo persino a noi stessi.

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