Guerra alla Dea Madre!


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Un'eccitante storia d'azione, che nasconde fra le righe una riflessione spirituale ardita ed innovativa!

Un sergente dell’esercito degli Stati Uniti, un uomo che proviene da un mondo maschile, retto da regole maschili, viene assegnato ad una missione di peace keeping in una zona della Macedonia al confine con la Bulgaria. Qui dovrà fare i conti con l’inaspettato e l’irrazionale, che pian piano si farà sempre più concreto, fino a farsi innegabile; e contemporaneamente imparerà a conoscere il femminile, in tutte le sue sfaccettature. La sua reazione sarà prima di incredulità e paura, poi di odio, e infine di apertura e comprensione. Contemporaneamente il colore della storia slitta gradualmente dal realismo dell’inizio ad uno stile più fantastico; la logica del mondo militare degrada pian piano ad una caccia alle streghe, fino a diventare un confronto armato diretto con la Dea, dal tono apocalittico.

Sotto l'incalzare del ritmo delle scorrerie e delle battaglie si intravedono i grandi simboli che segnano la vita di ogni uomo: la contrapposizione fra maschile e femminile, fra volontà ed inconscio, fra le certezze ed il richiamo dello sconosciuto. La stessa zona geografica dove si svolge la storia diventa un simbolo: nazioni che solo pochi conoscono bene, e in cui ancora meno viaggiatori si sono recati di persona. Così queste "misteriose terre estere" simboleggiano l'inconscio, la novità, il diverso; lo stesso ruolo simbolico che gioca il femminile per la psicologia maschile. Perchè quando un uomo guarda una donna, in fondo al cuore, a sua stessa insaputa, prova tanto desiderio quanta paura.
Nelle pagine del suo diario di guerra il sergente Jacob Ware riporta l'incredibile susseguirsi di scontri armati; ma la sconvolgente miscela di dolore e distruzione che è la guerra lo porta anche ad aprire gli occhi. Cos'è veramente il nemico? E' davvero una bestia che non merita rispetto, ma soltanto morte? Solo perdonando le colpe degli altri è possibile l'amore; solo guardando in faccia il nemico ci si può rendere conto dell'inevitabile assurdità della lotta.
Il finale della stora oltrepassa il livello storico, per elevarsi a sorpresa fino a gradi inaspettati. Perchè una volta ricomposta la frattura dell'anima che è la guerra, si ritroverà finalmente sè stessi; soltanto allora ci si ricorderà di cosa siamo veramente.