Il fuoco è morto

«Tu sei giovane, e non puoi certo ricordare, ma un tempo, quando io ero un bambino come te, faceva ancora freddo. Quando avevo cinque anni si mise persino a nevicare. Fu l’ultima volta, ma mio padre mi disse che ai suoi tempi era frequente.»
«Cos’è nevicare?»
«E’ come una specie di pioggia, ma fredda e bianca. E’ soffice, e si può prendere in mano.»
«Dai nonno, non prendermi in giro!»
«So che non puoi crederci, ma è la pura verità. Poi è venuto il caldo, sempre più caldo. Non nevicava più, e pian piano anche l’inverno si scordò di tornare. Ricordo ancora l’ultima volta che mia madre accese il fuoco nel camino.»
«Ecco, vedi? Ti stai prendendo gioco di me! Lo sanno tutti che il fuoco non esiste!»
«Il fuoco divenne inutile, perchè faceva sempre più caldo. Al posto del tepore del focolare, la gente cercava il riparo dell’ombra. Quando il calore si alzò ulteriormente, smettemmo di cuocere la carne, ed iniziammo a nutrirci soltanto di frutta e di verdura crude. Allora i filosofi dissero: “Il fuoco è morto!”
All’inizio quest’affermazione fece scalpore: un tempo senza fuoco si sarebbe morti di freddo. Ma ora non serviva più, ed anche lo scandalo della sua morte fu presto dimenticato. La gente non ne parlava più, semplicemente non gli interessava; e ben presto finirono col credere che non sia mai esistito, e si convinsero che era una cosa inventata dalla fantasia, una superstizione di tempi passati ed ignoranti.»
«E com’era, il fuoco?»
«Oh, era caldo, e faceva male a toccarlo. Ma era bellissimo, rosso come il sangue, e si muoveva sempre, come se fosse vivo. Sembrava un grande fiore...»
«Un fiore vivo? Mordeva?»
«Beh, si. Mangiava, e bisognava dargli in pasto legna secca. Ma se ti avvicinavi troppo ti prendeva, e rischiavi di finir divorato a tua volta!»
«Ma allora è un bene che non ci sia più! Però mi piacerebbe vederlo, magari da lontano. Dimmi, nonno, il fuoco non può più tornare?»
«Ci sono due correnti di pensiero: i poeti dicono che verrà nuovamente il grande freddo, e che dovremo cercare dov’è finito il fuoco, e supplicarlo di tornare da noi. Gli studiosi invece sostengono che i giorni si faranno sempre più caldi, finchè il sole sarà talmente forte da incendiare i prati, le case, ed anche gli uomini. In quel caso sarà il fuoco a tornare di sua spontanea volontà, e la sua assenza non sarebbe che la preparazione del suo tremendo ritorno: ma saranno giorni terribili, di morte e disperazione.»

«Speriamo che tutto resti com’è ora!»